| Vancouver 2010: la recensione (PS3) |
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| Articoli - Videogame |
| Scritto da Raffaele Cinquegrana |
| Martedì 23 Febbraio 2010 23:35 |
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![]() Fatta eccezione per le gare sugli sci e snowboard, gli interventi del giocatore si limitano spesso alla pressione ritmica di un paio di tasti e a un vago intervento sulla leva analogica, trasformando gare come il pattinaggio su ghiaccio una sfida di pazienza più che di vera abilità. E anche quando Vancouver 2010 si sforza di far fare al giocatore il proprio dovere nelle discese sugli sci o sulla tavola, risulta alquanto limitato negli intenti e nella realizzazione, a causa della ripetitività delle piste e delle discipline, il cui numero maschera una meccanica di gioco spesso molto simile. La mancanza di sport più movimentati quali il curling rende il tutto ancor più monotono, forse anche per colpa dell'eccessiva ricerca del realismo estetico delle varie discipline. ![]() Riesce meglio, infatti, quando si lascia andare ai vezzi ludici delle sfide in single player, in cui è necessario raggiungere determinati obiettivi - picchi di velocità, punteggi, abbattimento di pupazzi di neve - per procedere verso quelli successivi. Ci si abbandona alla fantasia e, almeno per un breve lasso di tempo, il lavoro di Eurocom e di Sega risulta meno piatto e demotivato delle modalità standard, prive tra l'altro di un intreccio o di una parvenza di carriera. Vancouver 2010 è un gioco fine a se stesso, destinato a durare quanto l'evento mediatico e a non lasciare il segno negli appassionati, che non troveranno licenze ufficiali di atleti e team al di là della località canadese. Scarsissima anche la personalizzazione dei personaggi e dell'esperienza di gioco complessiva, vuoi per la mancanza di opzioni di gioco articolate, vuoi per la blanda implementazione delle gare online. Rimane quindi un titolo che si mette in mostra per la velocità con cui ritrae le discese e con cui si rende giocabile da un pubblico variegato. Ma l'immediatezza lascia presto il passo alla consapevolezza di essere distanti anni luce da ciò che si prova a essere dentro alla competizione perchè premere un tasto per pattinare o memorizzare una discesa dopo due tentativi per poi ripeterla in salse differenti è davvero troppo poco gratificante. Raffaele Cinquegrana - Enter the Crackhouse Titolo: Vancouver 2010 Sviluppatore: Eurocom Editore: SEGA Distributore: Halifax Genere: Sportivo Piattaforma: PlayStation 3 (disponibile per PC e Xbox 360) Titoli correlati: Mario & Sonic ai Giochi Olimpici Invernali (Wii, Nintendo DS); Winter Games (Amiga, Commodore 64); Beijing 2008 (PC, PlayStation 3, Xbox 360) Aspetti Positivi: 14 sport invernali; controlli accessibili; buona sensazione di velocità; realizzazione tecnica pregevole; varianti di gioco interessanti Replay Value: scarso. Parecchio monotono per andare al di là di qualche partita con gli amici Aspetti Negativi: controlli limitati; poco profondo; ripetitivo e a lungo andare noioso; modalità carriera assente; personalizzazione ridotta all'osso; nomi e fattezze degli atleti artificiali In Sintesi: Vancouver 2010 cattura lo spirito delle olimpiadi invernali ma non riesce a tradurlo in un videogioco altrettanto accattivante
VOTO: 6
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