| Prototype: la recensione (PS3) |
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| Articoli - Videogame |
| Scritto da Raffaele Cinquegrana |
| Venerdì 26 Giugno 2009 08:43 |
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18 giorni per capire cosa ha trasformato Alex Mercer in un mostro dai poteri inumani; per trovare il responsabile dell'infezione virale dell'intera New York, che si trasforma gradualmente in un inferno di carne morta; per comprendere se esiste una cura per arginare il problema, oppure se non resta altra soluzione che la distruzione della Grande Mela. Sono anche 18 giorni di onnipotenza, durante i quali non esiste né morale né rimorso pur di raggiungere il proprio obiettivo. Come un vampiro, Alex si nutre delle persone che impazzano per le strade assorbendone l'energia e prendendone le sembianze - mimetizzarsi nella folla è un buon escamotage per sfuggire all'esercito - senza ricevere alcuna penalità. Forse è l'atmosfera di delirio generale, oppure il comportamento "robotico" della folla: sta di fatto che l'uso spropositato della violenza non suscita sgomento nè riflessioni in Prototype. Il che lo rende oltremodo appagante nel suo essere sanguinolento a ogni costo, paradigmatico del fine che giustifica i mezzi. ![]() ![]() ![]()
![]() Prototype offre un divertimento quasi viscerale da cui è difficile distogliere lo sguardo, supportato da colpi di scena formidabili centellinati durante la decina di ore che separano dalla verità. La noia trova poco spazio fra le missioni principali e secondarie, anche grazie alla gustosa combinazione di azione e furtività. E' un piacere infiltrarsi nelle basi militari e prendere il controllo dei mezzi da combattimento o, una volta acquisita l'abilità specifica, accusare un innocente di essere il portatore del virus, distogliendo l'attenzione dal proprio operato. Se i nemici non soffrissero di amnesia così frequentemente, la componente furtiva sarebbe davvero eccellente, ma anche ai livelli attuali garantisce una flessibilità ottimale nel gameplay, dando respiro dopo una lunga fuga a perdifiato da un capo all'altro della città. ![]() E' ravvisabile una ripetitività latente negli obiettivi assegnati, ma l'azione non ne risente granchè e resta sempre su alti livelli. In particolare, side-quest come la ricerca e l'assorbimento di personaggi specifici per svelare la rete degli intrighi e i dettagli nascosti dell'intera situazione sfruttano a dovere le peculiarità di Alex, altrimenti coinvolto nelle solite sfide a tempo o di ricerca delle sfere nascoste ormai onnipresenti. Sono proprio le fasi di esplorazione a mettere a nudo qualche lacuna tecnica di Prototype, il cui orizzonte ampio si presenta spoglio di dettagli che appaiono con un effetto di dissolvenza a poche decine di metri. Sarebbe un titolo altrimenti eccellente non tanto per qualità dei singoli modelli poligonali, quanto per la superba messinscena di una New York sull'orlo del collasso. La visuale a medio e corto raggio può vantarsi di centinaia di personaggi su schermo, effetti particellari e un dettaglio grafico più che discreto, sotto l'occhio vigile del solido motore grafico. Doppiaggio in inglese di buona fattura e musiche d'atmosfera - alcune efficaci, altre meno - chiudono il sipario su un titolo tecnicamente più che piacevole. Radical Entertainment ha colpito nel segno focalizzando l'attenzione sulla pura azione distruttiva e sull'accattivante anti-eroe. Sotto questo aspetto, Prototype è differente pur affidandosi a una struttura di gioco ormai inflazionata. Offre un divertimento genuino nella suo crudo nichilismo, quel genere di divertimento surreale che può anche permettersi di beffeggiare il moralismo. Riesce nell'intento di gettare il panico su un'intera città e, purtroppo, anche sul giocatore: questo è l'unica cosa che ci sentiamo davvero di rimproverargli. Raffaele Cinquegrana - Enter the Crackhouse
Titolo: Prototype
Aspetti Positivi: correre e arrampicarsi per New York è una favola; ottima narrazione a flashback; azione non-stop appagante; ampia scelta di poteri e abilità; camuffamenti e furtività; VOTO: 8 Articoli correlati
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