Giovedì 24 Maggio 2012
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Dead Space: la recensione (Xbox 360) Stampa E-mail
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Scritto da Roberto Buffa   
Lunedì 24 Novembre 2008 13:06

 

Quando i nemici escono allo scoperto ci accorgiamo che gli scontri in Dead Space sono tutt’altro che banali e scontati. Innanzitutto i necromorfi sono vulnerabili principalmente se colpiti agli arti. Questo significa mirare con precisione per staccar loro braccia e gambe, il tutto mentre questi avanzano rapidamente contro di noi. Più di una volta capiterà di sparare all’impazzata contro un nemico sbucato al’improvviso di fronte a noi, venendo poi colti di sorpresa da un altro avversario pronto ad attaccarci da dietro. Un "classico" in Dead Space...

 

Dead Space - smash

La varietà di nemici impone di adottare tattiche differenti. Alcuni nemici avranno punti deboli, che dovremo individuare. Altri attenderanno il momento più critico, ad esempio mentre stiamo ricaricando, per assalirci con un balzo improvviso.

 

Dead Space - baby nonster

In Dead Space bisogna fare anche i conti con le munizioni limitate. Ma all’interno di casse e contenitori sparsi per i livelli di gioco è possibile trovare delle munizioni aggiuntive.

In alternativa ci si può servire presso dei terminali che svolgono la funzione di negozi, sullo stile di quanto visto già in Bioshock. Attraverso questi terminali è possibile fare la "spesa" usando i crediti raccolti qua e là durante l’esplorazione dell’astronave. Oltre alle munizioni si possono anche comprare nuove armi.

 

Dead Space - necromorfi

All’inizio infatti tutto ciò che si possiede è la lama energetica, una specie di pistola che spara fasci di plasma che tranciano gli arti dei nemici. Si tratta di una delle armi più efficaci nel corso del gioco, ma a seconda delle situazioni e dei nemici si potrà o meglio dovrà ricorrere ad altre armi ed espedienti per riuscire a cavarsela.

Inoltre le armi potranno essere potenziate, compresa la tuta che indossiamo, recuperando schemi di nuove versioni e scambiandoli nei “negozi” .

 

Dead Space - necromorfi

Il gioco ha delle caratteristiche da RPG perché permette l’evoluzione del proprio personaggio attraverso un sistema di “talenti” che sblocca nuove abilità, migliora gli attributi già esistenti e permette di potenziare la tuta che indossiamo e le armi. I talenti si assegnano raccogliendo dei nodi che vengono poi posizionati su un circuito attivando un’abilità specifica, incrementando i punti vita oppure aumentando la potenza di fuoco delle armi.

Tra le capacità che si sviluppano nel corso del gioco troviamo la telecinesi che permette di spostare oggetti, scagliarli contro i nemici,o usarli come riparo. E poi i moduli di stasi, che permettono di rallentare lo scorrere del tempo, “congelando” letteralmente i nemici. Questa abilità è limitata e richiede una “ricarica” attraverso appositi serbatoi per moduli di stasi, sparsi in giro per i livelli di gioco.

Dead Space propone tre livelli di difficoltà, che tendono però ad essere bilanciati verso il basso, per cui i giocatori di una certa esperienza con i titoli FPS dovrebbero giocare fin dal principio al livello di difficoltà massimo, dove il gioco garantisce un’ottima sfida senza mai diventare frustrante.

Il titolo è strutturato in una serie di capitoli, 12 per l’esattezza, ognuno della durata di circa un’ora di gioco. Complessivamente si tratta di 12/13 ore di azione e adrenalina, necessarie per portare a termine l’avventura. Qualcuno ha mosso critiche al gioco dicendo che nello svolgimento c’è un po’ troppo backtracking (ossia il visitare aree del gioco già viste in precedenza). In realtà questo accade ma per svolgere compiti differenti. Le aree stesse cambiano con l’evolversi della storia e delle vicende a bordo della Ishimura, quindi questo aspetto non è un punto a sfavore per il titolo e anzi contribuisce al senso di immersione, rendendoci familiare in ogni dettaglio l’ambiente di gioco per poi sorprenderci con qualche attacco a sorpresa.

L’intero gioco è costruito attorno a quest’espediente. Al costruire tensione ad arte, all’amplificarla con suoni, rumori, che fanno presagire una minaccia incombente. Scongiurando poi tale minaccia e stemperando il tutto. Salvo poi successivamente mettere a segno l’affondo non appena il giocatore “abbassa” la guardia.

 

Dead Space - weapon with light

Ad esempio quando ci troviamo in un cunicolo stretto e improvvisamente le luci si spengono e abbiamo solo la luce installata sulla nostra arma a rischiarare un angolo di corridoio e intorno a noi sentiamo il vapore, l’umidità gocciolante della Ishimura e sappiamo che qualcosa emergerà dal buio per attaccarci.

E quel “qualcosa” rientra nell’ambito delle più terribili aberrazioni che la mente possa immaginare. Non solo individui adulti, ma anche feti o bambini trasformati dall’infezione in orribili mostri portatori di morte.

Lo svolgimento del gioco è basato sull’esecuzione di compiti che ci vengono assegnati dai nostri due compagni d’avventura, con i quali perlopiù comunicheremo attraverso ologrammi. Dunque per la maggior parte del tempo saremo da soli. La trama è molto lineare e guidata. Quindi i compiti vanno eseguiti uno per uno in un ordine prestabilito per avanzare nel gioco.

 

Dead Space - zero G

La maggior parte dei compiti richiederanno l’attivazione di un determinato interruttore, ma non mancano le varianti rappresentate soprattutto dai livelli a gravità zero o nel vuoto. Nel primo caso dovremo muoverci in ambienti dove il concetto di sopra o sotto… assume un significato completamente differente. Nel secondo invece dovremo fare i conti con le scorte d’ossigeno e con l’impossibilità di percepire l’arrivo dei nemici a causa della non propagazione dei suoni.

 

Dead Space - zero G

Alcune missioni richiederanno inoltre l’uso delle nostre facoltà telecinetiche o di “stasi” per risolvere degli enigmi. Complessivamente la varietà non manca e unita al ritmo di gioco sempre sostenuto e alla mancanza di caricamenti (salvo tra un livello e l’altro) rende Dead Space un’esperienza emozionante e al tempo stesso godibile. Il reperimento dei prossimi obiettivi è peraltro facilitato dal “localizzatore”, una scia di luce che ci guida nella direzione giusta semplicemente premendo un tasto sul pad.

Insomma Dead Space è terrore e  adrenalina pura. Il mix di grafica iperdettagliata, audio da brivido e un doppiaggio completamento in italiano (con Dario Argento a dar la voce a un personaggio del gioco) rende questo titolo un vero must per ogni appassionato di titoli shooter a tema sci-fi o horror. Electronic Arts ha messo a segno un centro pieno con Dead Space. Non solo uno dei migliori giochi del 2008, ma uno dei migliori titoli di sempre nel suo genere. Un gioco destinato a lasciare il segno.

Ricordo che oltre alla versione Xbox 360 da noi recensita sono disponibili anche le versioni PC e PS3.

 

Dead Space - three versions packages
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