| Dead Space: la recensione (Xbox 360) |
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| Articoli - Videogame |
| Scritto da Roberto Buffa |
| Lunedì 24 Novembre 2008 13:06 |
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Pagina 1 di 2 Paura, solitudine, rabbia. E poi sorpresa, angoscia, terrore. Le emozioni provate da Isaac Clarke si trasmettono in presa diretta sul giocatore, mescolandosi in un cocktail mozzafiato che non dà tregua. Benvenuti in Dead Space. Il nuovo paradigma tra i survival horror ad ambientazione fantascientifica. Benvenuti... nell'incubo.
Era da tempo che un survival horror non riusciva a catturarci, coinvolgerci e al tempo stesso spaventarci fino a questo punto. Ed è per questo che l’abbiamo voluto provare a fondo, per vedere quanto il “gioco” avrebbe retto. O forse quanto avremmo retto noi nel giocarlo… A fare da sfondo a questa indimenticabile avventura in chiave sci-fi ci sono i migliori elementi del genere. A partire da una trama coinvolgente. Un viaggio warp all’altro capo della galassia. L’atterragio di fortuna su una stazione spaziale sperduta in qualche angolo remoto dell’universo. La solitudine di trovarsi lontano da tutto e da tutti, alle prese con un pericolo incombente. E poi i nemici, feroci, implacabili, spaventosi, pronti ad attaccarci da ogni angolo, sbucando dalle pareti e dai condotti di aerazione. Procurandoci scariche di adrenalina ad ogni assalto.
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Dead Space riesce a trasmettere il senso di minaccia ma anche di solitudine e claustrofobia come pochi altri titoli prima d’ora. Solo i due Alien vs Predator di Sierra, usciti qualche anno fa su PC, erano riusciti a fare altrettanto. Il titolo EA attinge a piene mani al loro repertorio di “sorprese”, puntando a regalare al giocatore emozioni forti, anzi fortissime. Avete presente quel nodo alla gola che provavate nel seguire in TV o al cinema le vicende del primo indimenticabile Alien? Lo ritroverete in questo Dead Space di Electronic Arts. Perfino amplificato. Perché qui i protagonisti sarete voi!
![]() La trama vi vedrà vestire i panni di Isaac Clarke, ingegnere inviato in missione sulla stazione mineraria USG Ishimura, allo scopo di riparare il sistema di comunicazioni. Questo almeno in apparenza, perché in realtà a causare l’interruzione del contatto con la Terra è stato un qualcosa di ben più grave che un semplice problema tecnico… L’arrivo sulla Ishimura non è dei più felici. L’astronave con a bordo Clarke e il suo team si schianta durante l’attracco e a questo punto inizia il gioco.
![]() Dead Space propone una visuale in terza persona. Una barra sulla schiena del nostro personaggio indica il suo livello di vita e può essere ricaricata recuperando kit medici sparsi per i livelli di gioco. Le informazioni e gli oggetti ci vengono presentati sotto forma di ologrammi con i quali interagire. Fin da principio è chiara una cosa. Dead Space non ha tempi morti e dal nostro arrivo sulla Ishimura ci proietta direttamente dentro l’incubo. I nemici che dovremo fronteggiare si chiamano necromorfi e sono il risultato della mutazione genetica cui sono andati incontro i membri della Ishimura dopo essere entrati in contatto con una letale razza aliena. Ma il gioco prende una piega soprannaturale quando si scopre che c’è di mezzo una setta religiosa con le sue convinzioni. Insomma immaginate un titolo con un ritmo narrativo alla Alien e un gameplay alla Doom 3, ma che reinterpreta il tutto in chiave nexgen e con visuale in terza persona.
![]() La cosa straordinaria di Dead Space al di là della grafica allo stato dell’arte e del doppiaggio impeccabile è l’atmosfera. Sembra di essere dentro a un film! Quando si arriva sulla Ishimura dopo il salto nell’iperspazio c’è realmente la sensazione di essere soli in qualche angolo sperduto dell’universo, a fronteggiare una minaccia che ancora non conosciamo. Questo è dovuto alla realizzazione grafica degli ambienti, che sfiora il virtuosismo per il dettaglio maniacale e il realismo estremo, tra l’altro conseguiti senza sacrificare minimamente la fluidità, visto che anche nelle situazioni più concitate Xbox 360 riesce a muovere tutto senza la minima incertezza.
![]() Tra effetti di illuminazione dinamica, effetti volumetrici e particellari, texture iperdettagliate c’è di che perdere la testa. Senza timore di smentita possiamo dire che la grafica di Dead Space è tra le migliori che si siano viste fino ad oggi in un videogioco. Probabilmente anche superiore a quella, già straordinaria di Bioshock, altro fantastico titolo horror in prima persona. Tracciando un parallelo con Bioshock a nostro avviso Dead Space vince su tutti i fronti, anche considerando il diverso approccio alla visuale (prima persona in Bioshock e terza in DeadSpace). Il titolo EA vince sul piano narrativo, vince su quello estetico e vince su quello del coinvolgimento e del gameplay, dimostrando come non serva ricorrere alla visuale in prima persona per far immedesimare il giocatore nella storia, come altri titoli illustri (Gears of War e prima ancora Resident Evil) ci hanno nel tempo insegnato. Dead Space insomma è azione, ma soprattutto adrenalina. In un mix explosivo, che tiene costantemente con il fiato sospeso.
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