| Oblong G-Speak: quando Minority Report diventa realtà |
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| Notizie - Trend |
| Mercoledì 19 Novembre 2008 23:50 |
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G-Speak è una combinazione di input/output basato su gesti e di una tecnologia chiamata "networking ricombinante" che permette a dispositivi non pensati per "dialogare" tra loro di parlarsi e riconoscersi. L'interfaccia era in sviluppo presso il Media Laboratory del MIT dai primi anni '90. Ad occupersene c'era John Underkoffler, ora tra i fondatori di Oblong (la società che detiene il brevetto e commercializza l'idea) nonché consulente scientifico per il film Minority Report. In pratica Underkoffler ha trasposto nel film, in chiave futuribile, il progetto al quale stava realmente lavorando. E ora quel progetto è divenuto realtà. I creatori di G-Speak sostengono che questa è la più importante evoluzione introdotta nell'interfaccia uomo-computer dal 1984, anno in cui nacque il Mac. Gli ambiti applicativi individuati per questa tecnologia sono i seguenti: analisi di grandi quantità di dati, realizzazione di applicazioni collaborative multi-utente, costruzione di ambienti di lavoro "room scale" o "building scale" in cui l'intera stanza o edificio diventa parte dell'esperienza di computing attraverso l'uso di interfacce tridimensionali.
![]() La piattaforma G-Speak è compatibile con Linux e con Mac e verrà implementata all'interno di aziende, agenzie governativi e università, dai servizi finanziari alla "telepresenza", dai centri operativi alla logistica, dalle applicazioni militari e di intelligence ai trasporti. E ancora per esplorazione di risorse naturali, data mining e analisi, imaging in ambito medico, fiere ed eventi. G-Speak è disponibile in due varianti. Una variante per singolo utente ed una a "dimensione stanza". Ora siccome un video vale sempre più di 1000 parole (soprattutto in un caso come questo) vi proponiamo un filmato che mostra in azione la tecnologia G-Speak. Buona visione! Fonte: Engadget
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Ammettiamolo. Siamo rimasti tutti incredibilmente affascinati dall'interfaccia "virtuale" usata da Tom Cruise in Minority Report per eseguire le ricerche sui terminali della "precrimine". Quell'interfaccia non era solo scenografica a vedersi, ma rivoluzionaria e al tempo stesso intuitiva. Insomma rappresentava benissimo una delle possibili evoluzioni del concetto di interfaccia uomo-macchina. E chi pensava che un prodotto simile fosse concettualmente distante anni luce oggi dovrà ricredersi. Un team di "visionari" ed ex ricercatori del MIT, coordinati da uno dei consulenti scientifici del film ha dato vita ad una implementazione reale e funzionante di quell'idea. Si chiama G-Speak.









